I nostri vini
Degustare vini in Alto Adige
Sonja, l’esperta di vini consiglia …
Non soltanto gli Angeli ma anche i vini sono una passione di Sonja. Ha oramai concluse le prime due tappe della formazione Sommelier e ha il piacere di consigliarvi ogni sera una ottima bottiglia di vino per la sua cena ed avrà il piacere di farvi conoscere il mondo del vino.
Zona di coltura d’uva/vino Val Isarco
270 ettari della
Valle d’Isarco sono coltivati in vigne. I vini, che oggi vengono torchiati qui, sono quasi esclusivamente vini bianchi: Sylvaner, Müller-Thurgau, Gewürztraminer, Veltliner, Kerner, Ruländer e Riesling. L’unico rosso d’Isarco è il "Klausner Laitacher".
I vigneti si trovano su pendii verso la parte sud della valle. La miscellanea della terra con una mescolanza di sabbia e ghiaia hanno un effetto eccezionale sulla qualità dell’uva. I vini bianchi della Valle d’Isarco trovano condizioni “estreme”, ma sono particolarmente buoni, e contraddistinguono fortemente il loro carattere. Notti fresche, giorni calorosi, una buona ventilazione fanno la sua parte per dare queste caratteristiche a questi bianchi, con i loro aromi fruttosi e perspicaci, la loro viva/vivace eleganza, la pungenza individuale e la secca e attraente energia/forza nel gusto.
Le tre tipologie di vigna in Alto Adige
Il
Gewürztraminer dal paese Termeno sulla strada del vino, la quale vigna partendo da qui ha conquistato tutto il mondo. Questo vino è pieno di sostanza, opulento e quasi pomposo nella sua costituzione. Ampio al palato è contraddistinto da un retrogusto aromatico.
L’Alto Adige Schiava, la tipica e la più diffusa vigna, dalla quale viene ricavato il vino Lago di Calardo. Rosso rubino chiaro, gradevole e fruttato grazie ai suoi tannini minimi e la sua bassa acidità. Si accompagna bene con tutti i pasti.
Il
Lagrein è di colore rosso rubino intenso fino al granato, il sapore è austero e corposo, di profumo gradevole con sfumature caratteristiche di frutta, vaniglia e viola.

Dall’uva al vino
La coltura del contadino, la abilità del cantiniere ed il tempo decidono della qualità del vino. Già in gennaio si tagliano le viti, in marzo si legano e in maggio crescono i primi germogli. In giugno il contadino toglie le foglie e in agosto segue il diradamento, che viene chiamato anche vendemmia verde in quanto consiste nel togliere una certa percentuale di grappoli dalle viti quando ancora gli acini sono verdi. L’operazione ha lo scopo di limitare le rese ad ettaro per incrementare la qualità dell’uva. La vendemmia inizia già nei primi di settembre con i tipi di viti dalle basse zone e si trascina fino a metà ottobre. Dopo segue la fermentazione in botti, costantemente accompagnata dal cantiniere competente.
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